I 20 temi

Tema
17/20
 

Chiudere i campi nomadi regolari, iniziando un processo di ricollocamento e integrazione basato su criteri sociali e non etnici. Non dare una casa a tutti, ma solamente a chi ne ha realmente bisogno.

Il 27 marzo 2015 l'assemblea capitolina ha approvato una relazione previsionale programmatica con la nuova strategia per la chiusura definitiva dei campi rom, abusivi e non. Lo scopo era quello di individuare tempi e modalità per il superamento dei tre insediamenti formali nel triennio 2015-2017. L'Associazione 21 luglio scrive nel suo rapporto annuale che attualmente a Roma ci sono quattro diverse tipologie abitative: tre formali (tre "centri di raccolta rom", un camping privato, le baraccopoli istituzionali) ed una informale rappresentata dai micro-insediamenti spontanei, i cosiddetti "campi abusivi". Nonostante i proclami bipartisan, nessuna amministrazione a Roma è riuscita a chiudere completamente i campi nomadi regolari, che sono oggetto di critiche a livello internazionale.

Pro Il superamento dei campi rom è un atto dovuto e già per troppi anni rimandato. Il comune non può continuare a ignorare una situazione in cui i diritti umani vengono violati quotidianamente. La ghetizzazione dei rom in zone ristrette è un forte limite per la loro integrazione. È giusto iniziare un processo di ricollocamento dei nomadi, ma solo per quelli che realmente ne hanno bisogno. La loro integrazione deve passare attraverso un trattamento identico a quello riservato per i cittadini italiani.

Contro No alla chiusura dei campi nomadi regolari e no a un processo di integrazione forzoso. È impensabile pensare di riuscire a integrare persone che rifiutano le nostre leggi, che vivono costantemente nell'illegalità e che non hanno mai accettato di essere stanziali. Queste persone non vogliono fare parte della nostra società, ed è quindi più utile tenerle nei campi nomadi regolari. Le case popolari devono essere a disposizione dei cittadini italiani che ne hanno bisogno e che realmente vogliano re-introdursi nell'assetto sociale della città.

La posizione dei nostri 25.214 utenti sul tema
Le percentuali non sono statisticamente significative
ADINOLFI
ADINOLFI
Favorevole
DI STEFANO
DI STEFANO
Contrario/a
FASSINA
FASSINA
Molto favorevole Leggi il commento del candidato sindaco
Si deve porre fine alle politiche di emergenza. Affinché il “superamento dei campi Rom” non resti uno slogan, proponiamo un percorso concreto, individuato insieme a chi vive nei municipi interessati dalla presenza dei campi e alle associazioni che si occupano da tempo di questo fenomeno. Si tratta, sostanzialmente, di avviare una mappatura delle attuali presenze nei campi e negli “insediamenti abusivi”, per individuare da un lato gli aventi diritto, dall’altro quali siano, tra questi ultimi, le specifiche esigenze dei diversi nuclei familiari. Per far questo si dovrà istituire un tavolo a livello comunale con rappresentanze rom e associazioni al fine di pianificare la graduale fuoriuscita degli insediamenti spontanei ed autorizzati, promuovendo l’autonomia e l’emancipazione dei gruppi attraverso l’istruzione, la formazione permanente, la promozione e la valorizzazione della cultura romanì.
GIACHETTI
GIACHETTI
Molto favorevole
MARCHINI
MARCHINI
Tendenzialmente favorevole
MELONI
MELONI
Molto favorevole
MUSTILLO
MUSTILLO
Molto favorevole Leggi il commento del candidato sindaco
I campi nomadi sono un sistema da superare, attraverso politiche di integrazione e politiche sociali. Chi difende i campi, difende un sistema ghettizzante e criminogeno che crea solo conflitti tra poveri. I cittadini rom (che spesso sono cittadini italiani) hanno diritto come tutti gli altri ad una casa popolare se ne hanno i requisiti.
RAGGI
RAGGI
Favorevole Leggi il commento del candidato sindaco
Chi ha realmente bisogno verrà inserito in lista d'attesa per l'assegnazione di una casa, come tutti i cittadini.
RIENZI
RIENZI
Favorevole